Sintomi della celiachia? Non è detto che lo sia!

La celiachia è, come ormai saprete, un’intolleranza permanente al glutine (sostanza lipoproteica) da parte del sistema immunitario. In soggetti geneticamente predisposti, anche l’assunzione di poche tracce di glutine induce una reazione immunitaria dell’intestino tenue, con conseguente infiammazione cronica dello stesso: la mucosa intestinale risulta danneggiata, impedendo l’assorbimento delle sostanze nutritive fondamentali per il nostro organismo. La celiachia può comparire nei primi anni di vita del bambino, e oggi è rapidamente diagnosticabile; se invece compare nell’adulto riconoscerla non è sempre facile: i sintomi, infatti, sono diversificati e accomunabili ad altri tipi di patologie.

FrumentoNegli ultimi anni, purtroppo, è diventata prassi piuttosto comune autodiagnosticarsi probabili malattie, senza consultare preventivamente il proprio medico e svolgere gli esami appropriati. I sintomi più comuni della celiachia interessano l’apparato gastrointestinale, con disturbi quali dolore addominale, diarrea, carenze nutritive, anemia… tutti disturbi che non sono segno inequivocabile di celiachia: potrebbe essere colon irritabile, frequente nelle donne, che dunque non necessiterebbe dell’avvio di una dieta gluten-free. Potrebbe essere allergia al frumento, se i sintomi sono accompagnati da riniti e fastidi alle vie respiratorie.  Potrebbe anche essere una sensibilità al glutine non celiaca (SGNC), patologia assimilabile alla celiachia nei sintomi, ma che a differenza della seconda non causa una risposta sul piano immunologico, non crea danni alla mucosa, e potrebbe essere solo temporanea!

La dieta senza glutine corre il rischio di essere banalizzata, diventando una moda, soprattutto leggendo notizie che riguardano alcuni personaggi famosi celiaci ed in forma smagliante: ad esempio Novak Djokovic, campione di tennis e n° 1 al mondo nel ranking ATP.

Accusando qualche disturbo ci si collega ad internet, si legge qualche articolo che elenca alcuni sintomi, e si commette l’errore di giungere ad una diagnosi “fai da te”. Umberto Volta, coordinatore del board scientifico dell’Associazione Italiana Celiachia, consiglia “di essere molto prudenti prima di iniziare una dieta e di essere certi della diagnosi, perché è una strada di non ritorno” (QUI -> tutta l’intervista di Panorama.it). Un esempio pratico: se fosse sensibilità al glutine non celiaca, iniziando una ferrea dieta gluten-free si starebbe sicuramente meglio, rendendo però difficile capire la vera patologia di cui si soffre. Un altro esempio pratico: se fosse colon irritabile non varrebbe la pena di fare sacrifici per una dieta totalmente senza glutine, solo perché va di moda.

In sostanza: sempre meglio fare prima gli esami necessari, e poi nel caso iniziare una dieta prescritta da un medico.
È questo il consiglio di Bauer, i cui prodotti sono per la maggiorparte gluten-free, per accompagnare la vita di chi deve seguire una dieta senza glutine, garantendo salute e benessere senza rinunciare al gusto! 😉

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