Studio – Perché l’umore influenza la nostra alimentazione?

Meryl Gardner, Professore all’Università del Delaware, ha condotto uno studio* per rispondere a questa semplice domanda: “Perché quando qualcuno è di cattivo umore sceglie di mangiare cibo spazzatura, mentre chi è di buon umore fa scelte alimentari più salutari?”

Che le nostre emozioni siano coinvolte nella scelta dei cibi, forse lo si sapeva già, ed è qualcosa che abbiamo vissuto un po’ tutti: uno stato d’animo triste ci porta inevitabilmente sul divano con un barattolo di crema alle nocciole o una ciotola di pop corn! Questo studio però è andato più a fondo, facendo un collegamento causa-effetto molto interessante…

il nostro umore influenza le nostre scelte alimentari

Meryl Gardner assieme a Brian Wansink (Cornell University), Junyong Kim (Università di Hanyang ERICA) e Se-Bum Park (Yonsei University), hanno voluto dimostrare che il fattore scatenante di una determinata scelta non è solo lo stato emotivo, ma anche la «construal temporale», la prospettiva del tempo. Quando siamo di cattivo umore pensiamo sempre al qui ed ora, alla nostra preoccupazione, al presente. Si tratta di un pensiero limitato che ingabbia il tempo e lo spazio! “Vediamo gli alberi e non la foresta…” scrive la Gardner.

Per confermare l’ipotesi sono stati effettuati 4 esperimenti combinati. Nel primo esperimento (campione di 211 soggetti) si sono messi a confronto individui con stato d’animo positivo e neutro, per vedere se i primi scegliessero cibi più sani. Nel secondo esperimento (campione di 315 studenti universitari), si è invece cercato un riscontro al fatto che stati d’animo negativi, rabbia o preoccupazioni, facessero preferire cibi malsani. Un terzo esperimento è servito ad escludere che le scelte alimentari positive fossero dovute meramente ad uno scopo, un obiettivo da raggiungere. Infine il quarto esperimento si è concentrato sui pensieri legati alla scelta dei cibi e sui benefici desiderati concreti (sapore/gusto) o astratti (alimentazione/benessere).

I risultati:

  • I soggetti, per la maggior parte, scelgono cibi sani o malsani a seconda del loro stato d’animo, rispettivamente positivo o negativo.
  • I soggetti di buon umore scelgono cibi più sani, perché pensano positivamente al loro futuro e hanno a cuore il loro benessere; i soggetti di cattivo umore, al contrario, scelgono cibi meno salutari e “indulgenti” perché l’obiettivo è un soddisfacimento immediato e non a lungo termine.
  • Una percentuale di soggetti ha scelto in ogni caso i cibi sani pur trovandosi con uno stato d’animo negativo…

Conclusioni!

Generalmente l’umore influenza le nostre scelte alimentari, in positivo o in negativo, perché il nostro orizzonte spazio-temporale di pensiero risulta più o meno ampio. Il fatto che una percentuale di soggetti non si sia fatta influenzare dallo stato d’animo, mantenendo vivo un pensiero ampio e a lungo termine, significa che il processo non è irreversibile ed ecco il risvolto psicologico: guardare oltre il nostro naso, sforzarsi di pensare al futuro in positivo e avere a cuore il nostro benessere, può essere una cura contro il cattivo umore, e di conseguenza ne gioveranno le nostre scelte alimentari!

*(fonte: www.journals.elsevier.com)

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